giovedì 19 gennaio 2017

Cannondale Supersix Evo


Alla “stalla” dei Cavalieri da Settembre si è aggiunto un nuovo purosangue, in questi momenti di freddo intenso è qui che  sta' scalpitando per riuscire fuori😁...ancora poco e poi si riparte.
Intanto premetto che non sono un superfanatico alla ricerca del record dell’ora o di vari KOM su Strava, più che altro utilizzo la bici per tenermi in forma, vedere bei posti e fare belle foto…da come potete aver capito seguendo il blog, fatte queste premesse comunque mi sono voluto levare lo sfizio di una superbici in carbonio, anche visto l’imminente raggiungimento di soglia 40 anni (quindi anche un aiuto meccanico è ben visto).
I miei occhi si erano posati sul modello Endurace della Canyon, comunque prima di fare l’acquisto, per me così importante, e almeno durevole (mi sa che la prossima sarà per i 50anni), ho fatto un po’ di giri non disdegnando anche l’usato…ma, colpo di scena, quando pensavo di andare su una Tarmac supermodificata e leggera (forse troppo race per me), ho trovato in superofferta un Cannondale Supersix Ultrega, nuova, fatti i mie conti: di cuore e di soldi, soppesando tutti i pro ed i contro sono andato sulla Supersix.
Naturalmente nessuno vi dirà, per un’acquisto così importante, che era meglio un’altra scelta, ed io non sarò il primo però devo ammettere che è stato un lento innamoramento.
Ma torniamo alle prime uscite e alle considerazioni dopo quasi 2000km.
Premetto che vengo da una Btwin in alluminio con forcelle in carbonio che mi ha portato degnamente in su e giù per la Toscana e la Calabria, ma, mentre questa è una bici, la Cannondale è una bici da corsa.
Come unico upgrade ho fatto un cambio ruote passando alle fulcrum racing 3.
Prima di tutto pensavo fosse una leggenda, ma veramente le vibrazioni sono diverse, mi spiego meglio: con l’allumino si traballa, con il carbonio non dico che le strade sembrano tutte lisce, ma ci siamo quasi.
Detto di questa primissima impressione posso dire che dopo un bel po’ di km è veramente scoccata la scintilla e sento la bici scalpitare per uscire.
Posso dire che le mie sensazioni sui vari terreni sono:
In salita si va parecchio, la fatica va fatta lo stesso, ma effettivamente si sente l’aumento di efficacia delle pedalate.
La grossa differenza però la trovo in pianura e in discesa, nella prima si ha proprio la sensazione che ogni pedalata sia trasmessa al 100% a terra, la seconda per la guidabilità.
Poi certo la differenza la fa anche il fatto che anche chi me l'ha venduta mi ha messo in sella, ha fatto tutte le prove del caso e preso bene le misure per cui posso dire, anche se giri lunghi ne ho fatti poco, e sotto i 100km, la comodità è veramente buona.
Una cosa però che ho notato, non me ne vogliano gli esperti e i c.c.(ciclisti competitivi), ma trovo esagerato il prezzo delle bici in rapporto ai singoli componenti ed ho capito perché chi può si costruisce la bici come vuole lui.😕
È proprio vero che anche in questo caso si paga molto il nome.
Alla fine ecco un piccolo filmato



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